domenica 30 marzo 2008

Calore e religione

Ieri sera sono stato al ristorante con amici e, tra una cozza ed uno scampo, si è parlato anche di religione. “ Sai, Roberto, mi ha detto una mia amica, in fondo io credo perché ho paura di morire, e la religione mi dà conforto”. Io ho sempre pensato che, oltre a essere dei codici di comportamento e delle regole di vita, la religione sia una grossa assicurazione sul nostro futuro. La morte è una passaggio che scatena paure ancestrali e non c’è niente di meglio di chi ti dice che non muori mai.
Se prendiamo in considerazione le varie religioni, tutte assicurano una vita futura, chi in un modo, chi in un altro. Ma, provate ad immaginare una vita eterna a cantare le lodi del Signore con vicino Berlusconi, Apicella o magari Mastella, già mi hanno rovinato tante serate, non riesco proprio a pensare una cosa del genere. E poi io sono stonato, cosa devo fare, cantare in playback. Vuoi mettere una bella fiammata, un po’ di calore, polvere sei , polvere ritornerai, e un bel ritorno al pool biologico in compagnia dei pesci. A rivederci mare, culla della vita.

P.S. Avete mai considerato che gli uomini che hanno concepito le grandi religioni monoteistiche, sono vissuti tutti nell’arido, torrido, pietroso Medio Oriente, dove il sole picchia a 40° all’ombra. Mai che ci sia stato qualcuno che, avesse queste rivelazioni, passeggiando sulle dolci colline toscane o in un frizzante paesaggio alpino. Evidentemente le parole di Dio hanno bisogno di molto caldo per arrivare sulla terra. Onde elettromagnetiche o intensa radiazione solare?

2 commenti:

luisa ha detto...

Io anche non credo alla vita eterna, ma mi rendo conto che il pensiero può aiutare molti che credono ancora alle favole

Saccozzi Roberto ha detto...

Lascerei le favole ai bambini, che devono metabolizzare la paura. Certo credo che nessuno abbia piacere di morire ma è un fatto incontrovertibile e quindi da accettare. Se si usa la ragione è difficile accettare la religione che è stata creata dagli uomini.