giovedì 24 luglio 2008

Il bluff


Oggi chiunque è in concorrenza con se stesso, o meglio con quella parte di se stesso in cui si vorrebbe identificare o riconoscere. Viviamo in una società di immagine, ma l’immagine che riflettiamo è tutt’altro che positiva. E soprattutto non veritiera. L’immagine non riflette la vera personalità perché deve essere appetibile e conforme al modello corrente, quindi spigoli smussati, angoli arrotondati, pungiglioni spuntati. Se vogliamo prendere in esame i blog erotici sono solo un aspetto abbastanza deprimente di casalinghe deluse e depresse che estrinsecano a parole desideri inconfessabili e frustrazioni represse. Tutto quello che non hanno avuto, vorrebbero, ma non possono, lo dicono a parole. E’ tutto un bluff. Triste, ma vero. I profili sono fasulli, le foto taroccate, le frasi da baci Perugina. Se poi dal privato passiamo al pubblico, al politico la delusione è ancora più cocente: uomini e donne senza progetti, con idee fotocopia, da imprinting presidenziale, come le taccole di Lorenz. Veline, saltimbanchi, portaborse, dilettanti, tutto il circo mediatico e politico si esprime con frasi fatte, pensieri coatti, lessico elementare, sintassi incerta. Questo si estrinseca a maggior risonanza quando il nostro conducator mostra come il liceo salesiano abbia cercato di insegnargli il latino, con i risultati che abbiamo visto. Peccato non ci sia Apicella a correggerlo in un buon napoletano. Ma glissiamo su questi particolari, il bluff vero è quello che è stato servito agli italiani, che, come carpe in amore, hanno abboccato all’amo dell’illusione. Illusione, immaginazione, fantasia, gioco di prestigio è tutto quello che seduce l’italiano medio, non certo la seriosità, l’equilibrio, il grigio tran-tran, l’etica. L’uomo italiano ha bisogno di essere trascinato in un mondo irreale, deve credere a Babbo Natale o alla Fata Turchina, come Pinocchio è stato trascinato nella bocca della balena. L’uomo medio italiano deve essere stupito, allocchito, stranito; la realtà lo deprime, lo angoscia, lo intristisce. Meglio i fuochi di artificio, anche se durano poco, sono molto colorati e fanno molto rumore.

martedì 13 maggio 2008

Una Nazione senza memoria


Vi è una continua linea ininterrotta tra la fine del fascismo ed i fatti di Verona. L’Italia alla fine della seconda guerra mondiale non ebbe il coraggio di affrontare dal punto di vista giuridico il problema fascismo, mentre in Germania si celebrò, con grande risonanza mediatica, il processo di Norimberga in cui venne condannata l’ideologia ed i crimini delle alte sfere naziste. Il governo Bonomi che,nel 1944, istituiva l'Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo e l'Alto commissariato con compiti di istruttoria e di accusa, era basato sul presupposto di una rottura della legalità costituzionale con la marcia su Roma e il colpo di stato del 3 gennaio 1925 e dunque ne sanzionava i responsabili e coloro che avevano contribuito con atti rilevanti a mantenere in vigore il regime fascista. Nell'aprile del 1945, con la soppressione dell'Alta Corte e il passaggio dei procedimenti pendenti prima a corti d'assise straordinarie e poi a sezioni speciali delle corti d'assise, si instaurò un processo di normalizzazione e di progressivo svuotamento delle scelte iniziali. Inoltre, non avendo funzionato l'epurazione della magistratura, e la sua «defascistizzazione», l'affidamento alla magistratura ordinaria dei procedimenti pendenti restò soggetta alla sua interpretazione, con il risultato dell'assoluzione della grande maggioranza degli imputati e la vanificazione delle primitive sentenze. L’amnistia del giugno 1946 e la mancata Norimberga italiana segnarono la gestazione della nuova repubblica garantendo impunità e continuità con il ventennio fascista. “Che tornino in libertà i torturatori e i collaborazionisti e i razziatori, può essere una incresciosa necessità di pacificazione che non cancella il disgusto. Il pericolo è piuttosto nell'oblio e nella continuità col passato” cosi si esprimeva Calamandrei nel 1946.
Questo oblio e il revisionismo storico hanno contribuito a spegnere la fiamma dell’antifascismo, a permettere, in spregio agli articoli della Costituzione, il persistere di gruppi di terroristi neri e di gruppi di naziskin. La violenza, l’intolleranza, il razzismo sono alla base dell’ideologia fascista e sono le cause del degrado culturale di una certa parte di giovani, che nel vuoto della nostra società, si aggrappano a quello che è meno difficile da recepire da menti deboli e ingenerosamente umane.

sabato 10 maggio 2008

Illusione o realtà?

Quando noi vediamo un oggetto, il nostro occhio riceve una serie di onde elettromagnetiche nel campo del visibile, e le invia in una parte del nostro cervello dove vengono decodificate, elaborate, e confrontate con una immagine simile che abbiamo in memoria. Quando vediamo una cosa per la prima volta non la sappiamo identificare perché non esiste nella nostra area interpretativa. Ma quello che vediamo è un oggetto reale od una interpretazione della realtà che dà il nostro cervello? Nella meccanica quantistica il mondo è "possibilità" perché la realtà reale, ammesso che esista, non sarà mai accessibile e noi possiamo aspirare soltanto ad avere alcune risposte. Questo, non perché la natura si prenda gioco di noi, ma perché esistono grandezze fisiche intrinsecamente non determinabili. Allora, quello che vediamo, appartiene ad una realtà intrinseca oppure è solo una nostra "realtà"? Esistono, forse, realtà parallele ed ognuno di noi sceglie una realtà che appartiene alla sua esperienza? Il mondo è una illusione e siamo noi che lo facciamo diventare realtà? Il mio occhio vede Berlusconi come capo del Governo, illusione o realtà? Siamo nel campo della indeterminazione quantistica o in quello della demielinizzazione collettiva? L' evoluzione chiarirà il dubbio, batteri siamo partiti, ai posteri ...

Le caramelle di zucchero



Da piccolo era festa grande quando la nonna annunciava: oggi facciamo le caramelle di zucchero. Prendeva un pentolino, faceva sciogliere lo zucchero con una buccia di limone e poi, quando era filante, lo stendeva sul tavolo di marmo e lo tagliava a quadretti. Il ricordo della nonna è particolarmente legato a queste caramelle e mi è caro ripensare a quei piccoli momenti che allietarono la mia infanzia. Oggi i nonni non abitano più con i nipoti, non fanno più caramelle di zucchero, ma sempre più sono allontanati e resi indipendenti. Le badanti sostituiscono i figli sempre più spesso. In futuro si è pensato a case robotizzate, super tecnologiche per rendere l'anziano sempre più solo ed elettronico. A parte il costo proibitivo di soluzione di questo genere, non manca altro che impiantare loro un cip sotto la pelle, in modo da tenerli sotto controllo. La prossima mutazione degli anziani sarà una presa per il computer, pensate voi dove sarà la sede più appropriata.

domenica 27 aprile 2008

L'indifferenza

Un uomo, lavorando, cade da un terrazzo, e si schianta al suolo. Povero ammasso di ossa spezzate e di sangue. Diventa un ostacolo al cammino dei pedoni, che vanno di fretta e non accettano ostacoli. Lo scrutano, lo scavalcano. Povera umanità di individui impazziti, che corrono qua e là senza una meta od uno scopo. Loro pensano di averlo ed è per questo che si affannano, si agitano, brigano, intrallazzano, talvolta si uccidono. Una moltitudine di esserini, che , visti dall'alto, sono solo delle formichine, che, sempre più stipate e senza spazio vitale, stanno viaggiando nello spazio e nel tempo su questa palla che, a velocità supersonica, si proietta nel vuoto e nel buio dell'universo. Mi sento estraneo a queste persone che incontro per strada, osservo in metropolitana. Il mio lavoro mi ha costretto a vedere da vicino la morte di molti esseri umani, morte alla quale non mi sono mai abituato. Assisto da sempre con stupore ed umiltà a quel momento magico, indecifrabile, che mi lascia attonito e sgomento del passaggio dalla vita alla morte. Provo la stessa commozione di quando ho assistito per la prima volta alla nascita di un bambino, la nascita e la morte sono i due passaggi fondamentali della nostra vita, ineludibili e solenni. Quel momento segna il passaggio, in un attimo, di un corpo caldo, che respira, parla, pensa ad un involucro di carne ed ossa, inerte, immobile, freddo. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto muore qualcuno sulla terra, molti per malattie, molti anche solo di fame e di sete. Qualcuno ipotizza di allungare la vita di quelli che già vivono molto, forse sarebbe più civile e caritatevole occuparsi finalmente di chi non arriva a due anni.

venerdì 25 aprile 2008

Il granchio parassita

Nel caso in cui pensiate di estrapolare questa storia a biotipi di livello superiore " Honni soi qui mal y pense".L'evoluzione della vita è un gioco in cui nulla è fissato tranne le regole del gioco, e non procede esclusivamente in avanti, e non possiede una tendenza interna solo verso livelli superiori. Un gran numero di esseri viventi in rapporto di reciproca dipendenza fa sì che ogni singola specie debba affrontare nel suo biotipo una selezione creativa.Un fenomeno straordinario è quello della Sacculina carcini, il granchio parassita, che esce dall'uovo sotto forma di larva di nauplio, con il cervello, gli organi di senso, tre paia di estramità, la bocca e gli organi digerenti, provvisto di tutti i moduli comportamentali necessari per la ricerca dell ospite desiderato, il granchio della sabbia. Una volta trovato ci si installa, distruggendo tutti isuoi organi per trasformarli in una rete di tessuti che si diramano nel corpo dell'ospite, che gli fornisce il nutrimento. L'unico organo che rimane funzionale è una grande ghiandola sessuale che gli permette di generare innumerevoli discendenti.Non so perchè ma mi ricorda qualcuno o qualcosa. la P2 ed i suoi accoliti.

L'aforisma "tutto è già stato" è il contrario della verità storica " nulla è gia stato".

Io non dimentico


L'8 settembre 1943, mio padre, militare dell'Esercito italiano, essendosi rifiutato di combattere con i fascisti, venne impiombato in un vagone merci e spedito in un campo di concentramento in Germania. Da lì ritornò nel luglio del 1945 con un peso di 47 chili, dal momento che la dieta microbiotica del campo era tesa ad evitare eccessi di colesterolo. Risale a quel periodo della mia vita, quando non si sapeva se era vivo o morto, se in futuro l' avrei mai potuto riabbracciare, il mio sentimento di amore per il fascismo. Allora ero troppo piccolo per comprendere, sapevo solo che aveva portato via il mio papà. Più tardi, leggendo e parlando,ho capito che cosa era stato.
Oggi celebriamo il 25 aprile, festa della Liberazione, e la scrivo con la L maiuscola alla faccia di tutti i revisionisti che si ostinano a negare la storia, a volere fare pace con la memoria, a voler mettere tutto insieme, resistenza e fascismo. Ma io non voglio fare pace con quei fascisti che ancora oggi rivendicano benemerenze storiche. Solo un cretino in malafede, un ignorante della lezione di storia può ancora oggi usare senza pudore la parola fascismo. Mi domando se certe persone non sarebbero più presentabili ed accettabili se, invece che al viso, si facessero fare un lifting al cervello, forse un corto circuito neuronale potrebbe riattivare qualche sinapsi intellettuale. Non sopporto che i giovani non conoscano la nostra storia recente, non sappiano quanto l'Italia abbia sofferto nell'avventura fascista, non si rendano conto di come siamo usciti da una guerra per noi disastrosa ed abbiamo saputo ricostruire una Nazione fondata su una Costituzione democratica ed antifascista. Credo che questo sia l'imperativo categorico degli insegnanti, fare sì che non si dimentichi mai.

P.S. Eia Eia Alalà! Per i nostri futuri governanti.

venerdì 18 aprile 2008

Il prezzo del petrolio



Il prezzo del petrolio è alle stelle, gli analisti prevedono in poco tempo 120 dollari al barile.
Ebbene: udite, udite.
E’ stato recentemente scoperto in Brasile il più grande giacimento petrolifero: 40 miliardi di barili di petrolio.
Nessun giornale ha riportato questa notizia, che avrebbe dovuto far scendere il prezzo del petrolio.
Come mai?

domenica 13 aprile 2008

Le virtù cardinali

Questa mattina sono andato a votare e ciò che mi ha colpito nel seggio elettorale è stata la presenza dei rappresentanti la lista del Pdl, evidenziata dalle coccarde appuntate su giacche e golf, giovani e con piglio deciso ad evitare brogli ed inghippi. I rappresentanti degli altri gruppi sembravano mimetizzati.
Mi sono chiesto: che cosa attira così tanti giovani in Berlusconi?
L’imprenditore di successo, multimiliardario, che ha saputo costruire dal niente una fortuna ed una galassia di società ed imprese?
Il proprietario della Mondadori, scippata a De Benedetti, con la compiacenza di un giudice corrotto che ha modificato a suo favore un lodo già aggiudicato?
L’amico di un politico,condannato, che ha modificato una legge sulle TV a suo favore permettendogli di continuare a trasmettere su tutto il territorio nazionale?
Il benefattore di una giovane ereditiera, Annamaria Casati Stampa, il cui tutore, Cesare Previti, convinse a vendere per 250 milioni di lire la villa di Arcore, completa di arredi, quadri ed una biblioteca di 10.000 libri, curata da Marcello Dell’Utri, del valore di 7,3 miliardi?
Il datore di lavoro dello stalliere Mangano, condannato per omicidio, e capomafia?
Il costruttore di Milano 2, che riuscì con gli amici politici, a spostare di trenta chilometri il radiofaro di Linate, garantendosi un surplus di valore del terreno edificabile di parecchi miliardi?
Il manager, pieno di debiti e sull’orlo del fallimento, che sceso in politica, riuscì in poco tempo a risollevare le sorti dell’azienda con abile spregiudicatezza?
Il politico che, con leggi ad personam e dilatando i tempi degli appelli , modificò l’iter dei processi a suo carico, uscendone abilmente grazie alle prescrizioni?
Il capo di un governo che cercò di mettere a Ministro della Giustizia Cesare Previti, che favorì il successo di Cuffaro in Sicilia?
Il cittadino democratico della Repubblica Italiana che non commemorò mai la Resistenza, che omise sempre dai suoi discorsi la parola mafia?
L’europeista convinto che ai meeting internazionali fa le corna, racconta barzellette, riesce a compiere gaffe madornali?
Quali di queste virtù cardinali vedono tanti giovani in lui?

Siamo sei miliardi


Siamo sei miliardi di persone sulla terra, ma siamo soli.
Domani dobbiamo votare.
Ho bisogno di sentire che qualcuno si interessi a noi.
Ho sentito tante parole.
Vorrei che alle parole seguissero fatti.
Molti hanno bisogno, bisogno di fatti,bisogno di solidarietà, bisogno di non sentirsi abbandonati.
Bisogno di amore.
Questa società come è costruita ci butta allo sbaraglio con la richiesta di dimostrare la nostra capacità.
Chi non ce la fa è un fallito.
Siamo sicuri che sia la strada giusta?
Siamo sicuri che questa organizzazione sia quella che la nostra evoluzione richiede?
Il nostro progetto è intelligente?
Vorrei una vostra opinione.

sabato 12 aprile 2008

Piccola rassegna stampa


Indipendent: “ qualcosa di molto grave potrebbe accadere: la prossima settimana il giullare di corte più buffo d’Europa dovrebbe tornare al potere, con tanto di campanellini e ramoscelli solleticanti, pronto a tenerci sulle spine per altri cinque anni”.
Economist: “ inadatto a governare” “ ritorno del giullare” “ i rischi peggiori per lui sono di sua creazione”.
El Pais: “ la mamma, l’angelo del focolare e le veline sono l’immagine dominante, mentre il dibattito sul problema delle donne è quasi inesistente”.
Associated Press: “come faccia ad essere favorito a 71 anni, un cantante da crociera – diventato magnate dei media – diventato fenomeno politico, dalla faccia perennemente abbronzata, schiacciata dalla chirurgia plastica, un pacemaker, processi penali, accuse di conflitto di interessi alle spalle e gaffes da titoli in prima pagina.”.
Figaro: “ ottimisti per natura gli italiani amano coloro che rischiano, lavorano duro, guadagnano molto e scoppiano di energia. Poco importa ai loro occhi il conflitto di interessi”.
Financial Times: “ un profondo senso di crisi nazionale e di sconforto”.
Berlusconi ha replicato che i giornalisti stranieri frequentano i salotti chic che sono tutti di sinistra.
Ci risiamo.

venerdì 11 aprile 2008

Il circo



Venghino..Venghino…Signore e Signori….Il più bello spettacolo del mondo và ad incominciare… Più gente entra più bestie si vedono…Subito dopo attacca la marcia dei gladiatori ed i clowns entrano in pista…
Mancano due giorni al voto.
Ho letto che il 50% della popolazione italiana è sotto la mediana del quoziente di intelligenza: sorprendentemente è quasi uguale alla percentuale delle persone che, nelle interviste, dichiara di votare per Berlusconi. Notare che non ho parlato del Popolo della Libertà.
Libertà, parola bellissima, forse il colto Marcello Dell’Utri non la conosce, se si ripromette di correggere i libri di testo nel capitolo sulla Resistenza, che lui si ostina a scrivere con la minuscola.
Forse la conosce poco anche il Ciarrapico con il suo struggente spleen veterofascista, in futuro potrebbe essere ministro del Min.Cul.Pop.
Forse non l’ha mai sentita nominare il cavaliere inesistente, difensore civico di mafiosi e lestofanti, approfittatore di deboli (Annamaria Casati Stampa-Previti-Villa di Arcore), esuberante capopopolo di una italietta fascistoide, petulante ossimoro da palcoscenico di avanspettacolo, politico unfit per il giornalismo anglosassone.
Libertà, non oso pensare di potermi liberare di questa scalcagnata, sciagurata, impresentabile compagnia di guitti e di non dovermi pentire di continuare a vivere in questo splendido Paese.
Sogno di svegliarmi e di sentire pronunciare la parola sconfitta e vedere quel viso improvvisamente, come in un film horror, riempirsi di una ragnatela di rughe, cicatrici chirurgiche rilasciarsi e righe di cerone colare sulla camicia immacolata.
P.S. Chi non vota, fa il suo gioco.

martedì 8 aprile 2008

La crisi di una civiltà


Nel Medioevo una guerra portava devastazioni, lutti e carestie, oggi la globalizzazione ha iniziato a stringere in una morsa la disponibilità di cibo nel mondo. Quattro degli otto maggiori produttori di grano del mondo ( Russia, Kazakistan, Ucraina, Argentina ) hanno imposto dazi e tariffe alle loro esportazioni, riducendone di un terzo la disponibilità a livello mondiale. Vietnam, India ed Egitto, tre dei maggiori produttori mondiali di riso, hanno fatto la stessa operazione. Nel breve volgere di quattro anni il prezzo del frumento è triplicato alla Borsa delle merci, e, nonostante la previsione di un buon raccolto del 2008, la Banca Mondiale e la FAO si aspettano una crisi nel prossimo anno con un aumento progressivo del prezzo. Alla base del rincaro c’è l’aumento del petrolio, da cui derivano i fertilizzanti, il gasolio per le macchine agricole ed i trasporti; la riduzione della disponibilità di grano, legata alla trasformazione delle colture in granturco per produrre bioetanolo; la speculazione finanziaria sulle materie prime; l’aumento della domanda da parte dei Paesi emergenti e l’aumento progressivo della popolazione mondiale.
Nel mercato globale la domanda cresce più in fretta dell’offerta, il mondo consuma più frumento di quanto ne produca, le scorte si riducono progressivamente: oggi ne abbiamo solo per due mesi.
Credo che occorra prendere atto di una semplice realtà: la natura non è in grado di offrire indefinitamente all’uomo risorse sufficienti a sostenere l’aumento della popolazione. Una delle cause di crisi e caduta di una civiltà è stato lo squilibrio tra risorse e popolazione. E tra le risorse più importanti occorre mettere l’acqua, ma ogni anno la disponibilità è continuamente diminuita e oggi ne abbiamo circa il 40% in meno di cinquant’anni fa.
Ridurre la quantità di cibo e risparmiare acqua possono aiutare a ritardare la crisi.

Il sangue placentare



Nove mesi di gravidanza, poi il travaglio, lo sforzo, la fatica, il dolore, il vagito del bambino: alla fine incomincia il secondamento e viene espulsa la placenta con quel piccolo cordone ombelicale.
Sono 560.000 i nuovi nati in Italia ogni anno. Ognuno può costituire una speranza di vita per un bambino malato nel mondo. Ogni anno ci sono centinaia di casi di leucemia infantile e di linfomi, alcune migliaia di talassemia ed altre malattie ematologiche in Italia, mentre se ci spostiamo su un panorama più vasto, che è quello Mediterraneo gli ammalati sono dell’ordine delle decine di migliaia.
In quel cordone ombelicale c’è racchiuso un piccolo tesoro, le cellule staminale embrionali, che nella maggior parte dei casi viene letteralmente buttato via.
Il trapianto di cellule presenti nel sangue del cordone ombelicale può essere la chiave di volta di questa speranza in quanto le cellule staminali presenti nel sangue placentare sono progenitrici di tutte le cellule ematopoietiche e quindi adatte per sostituire il trapianto di midollo.
Il progetto di raccolta deve coinvolgere i reparti di ostetricia, di pediatria e i centri trasfusionali, e soprattutto le donne in gravidanza a cui viene spiegata l’iniziativa durante i corsi di preparazione al parto e di cui si chiede il consenso informato. Mediamente risponde positivamente una donna su tre:ma solo 2623 donne ( 0.46%) hanno deciso di donare le cellule staminali del cordone ombelicale, mentre 5137 hanno deciso di affidarsi ad una banca straniera.
La raccolta del cordone avviene al momento del parto, senza rischi per la madre ed il bambino, dopo la nascita del bambino, prima dell’espulsione della placenta, quando il cordone è già stato reciso. Il sangue viene aspirato e raccolto in una sacca, che, entro 36 ore deve essere recapitata alla Banca del sangue del cordone, dove centrifugato,analizzato e tipizzato, viene conservato in contenitori a -190° per circa 10 anni. I dati, inseriti in una banca dati mondiale, sono a disposizione dei centri di immunoematologia di tutto il mondo. Dopo sei mesi vengono effettuati esami alla madre ed al bambino per escludere possibili malattie, soprattutto di origine virale ( epatite, HIV ).
Il trapianto di cellule staminali è alternativo a quello del midollo per leucemia, linfomi, talassemia. Permette di abbreviare i tempi di attesa, garantisce una maggiore disponibilità di donazioni, riduce a zero il rischio della grave malattia del trapianto verso l’ospite.
I cordoni ombelicali più ricchi contengono in media 1.200.000.000 di cellule staminali, per avere successo occorre trapiantarne 30 milioni per kg. di peso del paziente, per cui il trapianto è possibile solo per individui di peso inferiore ai 40 kg. Recentemente si è compiuto con successo la moltiplicazione di cellule staminali in una “Cell Factory”, per cui vi è una prospettiva di utilizzo anche per pazienti di peso superiore
Il costo di un prelievo di sangue placentare è di circa 40 euro mentre la tipizzazione e la conservazione in un centro specializzato è di circa 1000 euro.
Circa il 50% dei pazienti affetti da leucemie e linfomi, per i quali è necessario il trapianto di midollo osseo, non dispone di un donatore compatibile nell’ambito familiare o nei registri internazionali di donatori volontari di midollo.
Per quanto riguarda la talassemia il trapianto di midollo è l’unica cura definitiva della malattia con un successo nel 90% dei casi, mentre la cura tradizionale con trasfusione e farmaci chelanti il ferro non supera il 20%. Se consideriamo il costo di un trapianto è apparentemente più caro ( 200.000 US) ma la cura tradizionale che dura 15 anni con un costo annuo di 30.000 US alla fine costa di più ( 30.000 x 15 = 450.000 US).
In Germania,Francia, Spagna ed Inghilterra la donazione è facile ed ubiquitaria, mentre in Italia solo pochi centri, prevalentemente al Centro-Nord, garantiscono questo servizio ( ma attente a non partorire di sabato o domenica).
Nel 2004 al G8 di Genova è stato proposto l’ International Thalassemia Project gestito dall’Istituto Ematologico Mediterraneo di Roma ( Prof. Mandelli e Prof. Lucarelli).
Lo scopo è quello di trasferire knowhow e tecnologie ai Paesi Mediterranei con la creazione di una rete specializzata nel trapianto di midollo
Una sempre più ampia raccolta di campioni tipizzati, renderebbe sempre più facile il reperimento di una donazione compatibile.
Indirizzi utili: ADISCO e GRACE

venerdì 4 aprile 2008

Ahi, trista Italia.


Sono molto preoccupato per il futuro democratico dell’Italia se, per disgrazia, dovesse vincere le elezioni il Dr.Silvio Berlusconi. Ho ancora nelle orecchie il suo petulante arringare le folle con discorsi di basso livello intellettuale e di avvincente populismo. Il suo ragionare politico è semplicemente un parlare contro, un esaltare valori a cui non crede, un promettere cose che sa benissimo di non poter mantenere. Il mio pessimismo sul futuro di questa Nazione è legato ai sondaggi che assegnano al nostro eroe più del 40% dei voti. Se questa quota di cittadini italiani non ha ancora capito con chi ha a che fare o meglio lo ha capito e gli fa comodo, allora mi sento in esilio in questa nazione così sciagurata. Allora è bene che si sciroppi ancora un capo del governo che fa le corna, che riesce ad uscire con gaffes deliranti, che racconta barzellette e che riesce ad essere amico e farsene vanto di tipi come Bush o Putin. Avremo un altro quinquennio di allegra economia, di leggi ad personam (ne sono rimaste poche da fare), di programmi faraonici, di ministri amici e sodali. Risentiremo le solite sparate sul nemico comunista, sui giudici rossi, sulle istituzioni ostili.
Ci saranno i soliti giornali amici, le solite televisioni amiche, i soliti politici portaborse o meglio surrogati intellettuali che ci allieteranno con le solite interviste, opinioni, panegirici ed altro.
Non vedo l’ora di rivedere il viso che ispira allegria e serenità del senatore Schifani o il fazzoletto verde del Dr. Calderoli, le sparate di Bossi o il nuovo corso di Fini ( sarà nuovo o è sempre lo stesso vecchio refrain del comico di spalla). Non mi fido di persone che hanno dimostrato in diverse occasioni di non rispettare l’avversario, che trasformano momenti di confronto dialettico in rissa, che oggi dicono una cosa salvo smentirla poche ore dopo. Non mi fido di persone che hanno detto che con la mafia occorre conviverci, che non hanno mai partecipato alla solenne celebrazione del 25 aprile, che non hanno mai parlato di resistenza, che considerano la Costituzione Italiana un pezzo di carta che si può cambiare impunemente. Non mi fido di una persona così ricca che può comperare tutto e molti, che in nessun paese civile potrebbe partecipare ad una competizione elettorale senza mettere il suo immenso patrimonio in un blind trust. Solo in un paese da terzo mondo come l’Italia ciò può accadere non una volta, ma continua a ripetersi senza che nessuno sollevi la minima obiezione. Ahi, trista Italia.

domenica 30 marzo 2008

Calore e religione

Ieri sera sono stato al ristorante con amici e, tra una cozza ed uno scampo, si è parlato anche di religione. “ Sai, Roberto, mi ha detto una mia amica, in fondo io credo perché ho paura di morire, e la religione mi dà conforto”. Io ho sempre pensato che, oltre a essere dei codici di comportamento e delle regole di vita, la religione sia una grossa assicurazione sul nostro futuro. La morte è una passaggio che scatena paure ancestrali e non c’è niente di meglio di chi ti dice che non muori mai.
Se prendiamo in considerazione le varie religioni, tutte assicurano una vita futura, chi in un modo, chi in un altro. Ma, provate ad immaginare una vita eterna a cantare le lodi del Signore con vicino Berlusconi, Apicella o magari Mastella, già mi hanno rovinato tante serate, non riesco proprio a pensare una cosa del genere. E poi io sono stonato, cosa devo fare, cantare in playback. Vuoi mettere una bella fiammata, un po’ di calore, polvere sei , polvere ritornerai, e un bel ritorno al pool biologico in compagnia dei pesci. A rivederci mare, culla della vita.

P.S. Avete mai considerato che gli uomini che hanno concepito le grandi religioni monoteistiche, sono vissuti tutti nell’arido, torrido, pietroso Medio Oriente, dove il sole picchia a 40° all’ombra. Mai che ci sia stato qualcuno che, avesse queste rivelazioni, passeggiando sulle dolci colline toscane o in un frizzante paesaggio alpino. Evidentemente le parole di Dio hanno bisogno di molto caldo per arrivare sulla terra. Onde elettromagnetiche o intensa radiazione solare?

mercoledì 26 marzo 2008

Luci ed ombre della 194


Da medico e ricercatore non posso che avere una mentalità scientifica, sono laico, voto a sinistra, sono contrario all’aborto ma favorevole alla legge 194. Sembrerebbe una contraddizione, ma non lo è. Il problema dell’aborto tocca un terreno di nessuno, dove non si sa se quel gruppetto di cellule sia vita o solo un progetto di vita, dove a seconda della fede e della religione ci possa essere un soffio vitale ed un’anima o solo una energica moltiplicazione cellulare: un momento di difficile interpretazione, dove si scontrano ideologie ed interpretazioni. Proprio per questo credo che la legge non debba toccare problemi di fede, ma solo assicurare a chi ne ha bisogno un supporto medico civile ed imparziale. Invece, soprattutto in questi ultimi tempi, si assiste ad una campagna violenta ed incivile contro le donne che decidono di interrompere una gravidanza. Quali ne siano le cause alla base della decisione, sono questioni prettamente personali, dove solo la donna ne conosce le intime ragioni, ne paga le conseguenze sulla sua pelle, ne porterà il ricordo per tutta la vita. Ciò che sconcerta, è che la maggior parte degli interlocutori è di sesso maschile, che, a meno di sorprese biologiche, non dovrebbe avere grande dimestichezza con questo aspetto della vita, eccetto che per quella spruzzatina di spermatozoi responsabile del misfatto. Non parliamo poi della vociante congrega religiosa, che, volontariamente messo da parte il sesso in giovane età, poi ne parla con cognizione di causa in ogni momento e luogo. Le donne, soprattutto in quel frangente, meritano ben altro rispetto e considerazione. Vorrei anche sottolineare che personalmente sono contrario al fatto che non si possa interrompere una gravidanza in una clinica privata, che può essere convenzionata con il SSN, oltre che in una struttura pubblica, per una più rapida soluzione e con maggiore privacy. Non dimentichiamoci delle infermiere che gridano nei corridoi degli ospedali “Venga avanti la donna che deve abortire!” o della crudeltà di ricoverarla nella stessa stanza dove una madre ha appena partorito con neonato, parenti, amici e regali vari. Un altro aspetto della legge che va stigmatizzato è la presenza di strutture cattoliche, i CAV, che cercano di convincere l’infelice a cambiare idea. Sarebbe meglio se ci fossero strutture laiche governative che potessero offrire in caso di necessità, lavoro, assistenza e aiuto concreto.
Questo succede nei paesi civili, non nella cattolicissima Italia.

domenica 23 marzo 2008

Il giudice quantistico


L’homo sapiens ha sempre attribuito ad un evento naturale una causa di cui l’evento era l’effetto:ciò è stato per centinaia di anni alla base delle nostre esperienze e ci ha permesso di guardare al mondo ed al succedersi dei fatti con sicurezza e tranquillità.
Il colpo mortale all’ordinata percezione del nostro universo ed alla sua descrizione è stato portato dalla meccanica quantistica: quando osserviamo il mondo dell’infinitamente piccolo (atomi, elettroni, quanti ) dobbiamo rinunciare all’abituale e rassicurante rapporto tra causa ed effetto.
Nel mondo che ci circonda siamo abituati a descrivere un oggetto in base alla sua posizione ed alla sua velocità: se debbo calciare una palla devo calcolare momento per momento questi due parametri.
Ma non sempre è così: nel mondo degli atomi la meccanica quantistica mi dice che devo scegliere o la posizione o la velocità, tutte e due insieme non possono essere determinate ed il comportamento di una particella diventa imprevedibile: cade quindi quel nesso di causalità che era alla base della fisica classica.
Nasce così il principio di indeterminazione e con esso la separazione tra chi osserva l’evento e l’accadimento dell’evento.
Nonostante quello che si dice sull’arretratezza e sulla lentezza della nostra giustizia, debbo con piacere costatare che anche in questo campo abbiamo personalità all’avanguardia, che si muovono alla velocità della luce ed imprimono una accelerazione al pensiero giuridico.
Ho notato una certa analogia tra il mondo delle particelle e quello dei giudici della procura di Bari: anche qui non ho trovato un nesso di causalità tra impianto accusatorio ed analisi scientifica dei fatti accertati con le indagini; anche qui vige il principio di indeterminazione, le indagini possono andare da una parte o dall’altra; anche qui esiste uno scollamento tra ipotesi di lavoro ed eventi osservati; anche qui la particella infinitesimale (il Pappalardi) può avere commesso il fatto oppure nò.
L’importante è avere l’indagine, quanto più mediatica, con una attrazione gravitazionale degna di un buco nero astrofisico.
Abbiamo trovato l’Heisenberg dei giudici.

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giovedì 20 marzo 2008

Libertà di scelta



Un momento di sofferenza, di difficoltà,di buio.
Una decisione spesso presa da sola.
Un bisogno di intimità, di silenzio, di privacy.
Una visita presso il consultorio.
Un colloquio con gli esperti per motivare la decisione.
Una richiesta del relativo certificato.
Una ricerca dell’ospedale pubblico autorizzato ad effettuare l’aborto.
Una attesa snervante di diverse settimane.
Una struttura ospedaliera brulicante di persone.
Questa è la Legge 194.
Legge che obbliga la donna a rivolgersi solo a strutture pubbliche.
Perché una persona adulta deve giustificare ad uno sconosciuto una scelta così personale, intima, delicata come se fosse sotto tutela?
Perché deve subire questa trafila burocratica ?
Perché si deve affidare ad un medico non di sua fiducia?
Perché deve aspettare tutto quel tempo, sentire crescere l’embrione, vivere in ansia?
La Corte Costituzionale in una memorabile sentenza decise “ la non equivalenza tra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell’embrione che persona deve ancora diventare”.
Credo che sia venuto il momento di ripensare alla Legge 194 in termini di maggiore rispetto della donna, di possibilità di scelta tra struttura pubblica e privata, e non certo nei termini voluti da quella parte così caritatevole e amante della vita che ha scomunicato in Nicaragua i medici che praticarono l’aborto ad una bambina di nove anni rimasta incinta dopo uno stupro.

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martedì 11 marzo 2008

Habemus premier



La corazzata vaticana ha deciso di speronare la politica italiana, nella specie il Pd e il PdL, offrendo una zattera di salvataggio al figliol prodigo Pierferdinando Casini. L’arcivescovo dell’Aquila raccomanda di non votare “ quelli che parlano molto della famiglia ma personalmente hanno una storia familiare non raccomandabile” (sic!). La pesante ingerenza sulle questioni eticamente sensibili ( difesa della vita dal concepimento alla morte, tutela della famiglia, testamento biologico, diagnosi preimpianto degli embrioni, leggi sulle coppie di fatto ) continua in modo incessante e sempre più perentorio. Si dice chiaramente da parte di personaggi di primo piano di chi fidarsi, quale partito votare. Si fanno nomi e cognomi, si indica il partito di riferimento del cattolico tutto casa ( quale? ) e chiesa. Mi raccomando, fratello, ricordati che, quando sei nel seggio elettorale, Dio ti vede: mi sembra di essere ritornato alla campagna del 1948 con tutto l’apparato clericale schierato in campo a difesa dei valori.
Saranno forse quelli dello IOR, dei Calvi, dei Sindona, dei rapporti mafiosi, dei Marcinkus ( “ non si governa la Chiesa con una Ave Maria”), dei preti pedofili, del clero cileno e argentino schierato a fianco di torturatori e dittatori, del clero spagnolo amico di Francisco Franco.
Saranno i valori dell’impero immobiliare e del sacco edilizio e speculativo di Roma ( a proposito quando pagheranno l’ICI ? ) con la faccia tosta di rinfacciare a Veltroni il degrado della periferia.
Saranno i valori del capo della banda della Magliana, tumulato di nascosto in una chiesa per VIP.
Sarà che non riesco più a sopportare questo confondere sacro e profano, questo mettere le mani, non troppo pulite, in un piatto che non è il loro, queste facce che predicano bene e razzolano male.
Hanno incominciato a barare con la Donazione di Costantino e non si sono più fermati.
Gentili signori ricordatevi di Porta Pia.
Non vedo, salvo rarissime eccezioni, un politico che abbia coraggio di dire: questo è lo Stato italiano, queste sono elezioni politiche italiane, gentilmente fatevi gli affari vostri ( che sono quelli spirituali, qualche volta ) e smettetela di impicciarvi in problemi che competono alla politica laica.
Non vedo, purtroppo, nessun Zapatero all’orizzonte.
Amen